J. L. Bach, J. G. Goldberg, J. L. Krebs – Una Domenica a Lipsia – Ex Tempore, F.Heyerick (dir.)

AAVV - Una Domenica a Lipsia - Ex TemporeRicercar, RIC 317, 61’31”, 2002,2011/2012.

voto 5

È inevitabile. Il disco non è ancora chiuso nel lettore e già l’orecchio e la mente sono alla ricerca delle ragioni che permettono di distinguere il maestro dall’allievo, l’epigono dal caposcuola. Esercizio non sempre agevole, anche quando la pietra di paragone è

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J. S. Bach, E. Ferlet – Think Bach – E. Ferlet

Bach, Ferlet - Think Bach - FerletMelisse, mel666011, 64’52”, 2012/2012

Voto 4

Si potrebbe parlare di “contrappasso musicale”. Non si contano i casi in cui Bach ha forzato gli scrigni armonici dei suoi colleghi per studiarne i meccanismi ed estrarne gli ingranaggi e rimontarli more proprio; ed ora lo stesso Johann Sebastian si trova ad essere

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J. S. Bach – Messa in si, 1733 – Ensemble Pygmalion, R. Pichon (dir.)

Alpha 188, 64’38”, 2011/2012

Voto 4

Si fa presto a dire Messa in Si minore. Quella che il Verzeichnis etichetta con il numero 233 è forse la più metamorfica tra le opere uscite dall’atelier del Thomaskantor, bottega nella quale il riciclaggio tattico del compositore settecentesco si intreccia con una ruminatio che ha il sapore della

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J. S. Bach – Variazioni Goldberg BWV 988 – Fretwork

Harmonia Mundi HMC HMU907560, 2CD 90’15”, 2011/2011

voto 5

Sull’aria che torna chiudere le Variazioni Goldberg così come le aveva aperte tanto si è detto e scritto, anche se non si tratta è certo di un hapax nella letteratura musicale barocca. L’interpretazione che di solito se ne dà tende a riconoscere, come farà poi Kierkegaard, l’impossibilità della ripetizione, giacché ogni ritorno

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J. S. Bach, G. F. Handel, D. Scarlatti, E. Pieranunzi – 1685 – E. Pieranunzi

CAM Jazz CAMJ 7837-2, 53’33”. 2011/2011.

Voto 4

«Sembra jazz». Un’affermazione che capita di ascoltare con una certa frequenza nei camerini del dopo concerto, quando il giovane liutista che ha appena eseguito toccate di Piccinini o Kapsberger o il cembalista che ha suonato capricci di Frescobaldi e opere del primo Bach scambia qualche opinione con i parenti e gli amici che stanno riemergendo

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14/10/11 20:30 – Bach Streetview. L’Arte della Fuga – M. Brunello, T. Teardo

Voto 1

Nella note introduttive alla sua umbertina revisione del Concerto Italiano BWV 971, Alfredo Casella notava che, convertendo in opportuna forma grafica lo schema delle modulazioni tonali del secondo movimento, si otteneva il profilo dell’isola di Capri. Questa teoria, che a me è sempre sembrata una sciocchezza, mi è ritornata alla mente ieri sera mentre guardavo quattro serpentine colorate muoversi sulla mappa stradale di Roma in

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J. S. Bach – Mottetti BWV 225-230 – Collegium Vocale Gent, P. Herreweghe (dir.)

PHI LPH002, 62’42”, 2011/2011

Voto 4

I “papirofagi” musicali di lungo corso forse avranno avuto l’occasione di sfogliare qualche copia della rivista Lyrica, pubblicazione per melomani che ha fermato le rotative da ormai una decina d’anni. Accanto agli  articoli, materiale per lo più per

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La Forma delle Nuvole

Foto: http://www.stanford.edu/~siegelr/stanford/stanfordsafari2008.htmlUn’analisi dell’Aria BWV 988 di J. S. Bach secondo la semantica psicologica della musica

Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul numero 13 (anno 2010) de “Il Ganassi” Bollettino della Fondazione Italiana della Musica Antica (www.fima-online.org), che si ringrazia per la concessione. 

Premessa

All’origine di questo articolo c’è un aggettivo. Lo si legge a pagina 70 del volume Johann Sebastian Bach. Le Variazioni Goldberg di Germana Schiassi (Schiassi, 2007) a proposito della venticinquesima misura dell’Aria BWV 988, che l’autrice definisce

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J. S. Bach – Passio secundum Johannem BWV 245 – Soli, Ricercar Consort, P. Pierlot (dir.)

Mirare MIR 136, 2 CD, 113’28”, 2010/2011

Scelto da Eptachordon

Sarà una coincidenza, ma molte delle parole adatte a descrivere l’interpretazione catturata da questo disco si possono ricavare osservando la “Pietà” del Perugino raffigurata sulla sua copertina. La nitida

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