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Insomma, sembra proprio che per il musicista “classico” in televisione il terzo non si dia: o passare per caliginoso accademico con età psichica e celebrale pari a quella delle musiche che esegue, o apparire come un ineffabile dandy che un po’ goffamente tenta di assicurarci che la frequentazione della musica “colta” non ha effetti corrosivi sulle sinapsi, le quali restano in grado di concepire pensieri idioti, cosa di cui quasi sempre egli stesso nell’intervista dà convincente prova. Imparata la lezione di (more…)





