S. Bollani – Parliamo di Musica – Mondadori

S. Bollani - Parliamo di Musica - MondadoriISBN 8804621125, pag. 138, 2013

Voto 2

«Il medium è il messaggio». Di McLuhan, Bollani cita la frase più nota, quella che si addice alle sapide conversazioni dei salotti cultural-chic, ma anche la più insidiosa per chi si prova a

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L’Eterno Ritorno della Venere e del Professore

Voto 1

Insomma, sembra proprio che per il musicista “classico” in televisione il terzo non si dia: o passare per caliginoso accademico con età psichica e celebrale pari a quella delle musiche che esegue, o apparire come un ineffabile dandy che un po’ goffamente tenta di assicurarci che la frequentazione della musica “colta” non ha effetti corrosivi sulle sinapsi, le quali restano in grado di concepire pensieri idioti, cosa di cui quasi sempre egli stesso nell’intervista dà convincente prova. Imparata la lezione di

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P. Terni – Il Respiro della Musica – Bompiani

ISBN 9788845267086, p. 153, 2011

Voto 2

Esistono due modi per parlare di musica. Il primo richiede di armare il discorso con i vocabolari delle scienze umani e naturali – tornano utili ad esempio quelli dell’estetica, della psicologia, della storia, della fisica, della filosofia, oltre che della musicologia – e di dar conto delle cause; il secondo consiste nel

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R. Favaro – Spazio Sonoro – Marsilio

ISBN  9788831707770, pp. 303, 2010

voto3

«Caveremo adunque tutte le Regole del Finimento da’ Musici, a chi sono perfettissimamente noti questi tali Numeri». Le indicazioni di Leon Battista Alberti sulle corrispondenze tra architettura e musica costituiscono uno dei momenti più alti e intensi di un rapporto che si è sviluppato carsico dall’età classica -«Musicam autem Architectus sciat oportet» raccomandava

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T. Montanari – A cosa serve Michelangelo? – Einaudi

ISBN 978-88-06-20705-2, pp. 130, 2011

Scelto da Eptachordon

Ricordate il «Crocefisso di Michelangelo», la piccola scultura in legno di pioppo davanti alla quale un paio di anni fa il Papa, il Presidente della Repubblica e infiniti altri illustri personaggi del belpaese sfilarono in estatica contemplazione? Il pulviscolo mediatico che si sollevò turbinoso quando

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Giovanni Allevi e le natiche di Euterpe

Il temperamento artistico è una malattia che affligge i dilettanti.
Gilbert K. Chesterton

Per una sorta di singolare perversione sembra che ogni consesso umano prima o poi generi nel suo interno un certo numero di contesti fragili, che per la loro sopravvivenza hanno necessità di un tacito accordo tra tutti coloro che a vario titolo ne entrano a far parte. Interessi più o meno esplicitamente cooperanti fanno sì che la convenzione resista, a volte per decenni, a dispetto della debolezza dei suoi presupposti. Fino a che

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Torniamo all’antico. Sarà un progresso?

ceronettiDopo Verdi il teatro lirico italiano decaduto,
tradito e vilipeso ogni giorno di dentro e di fuori,
va alla deriva e scompare umilmente come un annegato.
Bruno Barilli, 1930

A scoperchiare il vaso ci ha pensato poco più di un mese fa Guido Ceronetti con un articolo sul quotidiano “La Stampa”. Applicando uno dei canoni del pensiero divergente, di fronte ad un problema – i tagli ai finanziamenti ai teatri lirici – Ceronetti si volge a guardarne le premesse per verificarne la consistenza. Così facendo capita di tanto in tanto di scoprire che a non risolvere il dilemma

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S. Bencivelli – Perché ci piace la Musica – Sironi

Bencivelli  - Perchè ci piace la musica - SironiISBN: 978-88-518-0075-8, pp. 221, 2007

voto 5

Il titolo parla di un libro definitivo. Dai musicisti ai semplici “concert goers” passando per i responsabili marketing delle fondazioni, i pubblicitari, i direttori di supermarket e centri commerciali, le ragioni per le quali la musica ci interessa e ci piace sono quelle di cui vanno alla ricerca tutti coloro che

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P. Kivy – Filosofia della musica. Un’introduzione – Einaudi

ISBN: 9788806185886, pp. XI-352,  2002 (ed. orig.)/2007 (ed. it.)

Voto 4

Al lettore anglofono basta un’occhiata al titolo – Introduction to a Philosophy of Music – per intuire che a Peter Kivy piace condurre il suo gioco con le carte sul tavolo. Nella versione italiana, invece, occorre arrivare alla prima pagina della prefazione per scoprire che

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