Quella di Eptachordon è una storia della rete, una storia giovane ma che ha già qualche capitolo da raccontare. L’idea è di Giovanni Cappiello, che, dopo varie collaborazioni con riviste cartacee e on line, a fine aprile 2010 decide di aprire un proprio spazio in cui poter raccontare, con indipendenza e senza appesantimenti accademici, le sue idee sulla musica antica attraverso recensioni di dischi e concerti, segnalazioni di eventi, pubblicazioni di analisi, saggi e articoli.

Tra i primi pezzi pubblicati c’è una recensione di un bel saggio su Guillaume Du Fay, scritto dal musicologo milanese Francesco Rocco Rossi per i tipi della palermitana L’Epos. In una delle sue navigazioni nella rete a Francesco capita di imbattersi nell’articolo e, quindi, nella rivista. Decide così di raccogliere l’invito a collaborare e si candida ad entrare a far parte della redazione. A meno di un mese dalla sua nascita Eptachordon ha così raddoppiato il numero dei propri collaboratori.

Naturalmente questo fortunato incontro non sfama la voglia della rivista di cercare nuovi contributi, di arricchirsi di nuovi punti di vista che ne rendano la voce più creativa ed articolata. La collaborazione (su base gratuita, ahinòi) può essere sporadica – con l’invio anche di un solo articolo – o più sistematica, fino a entrare a far parte della redazione. L’unico vincolo da rispettare è di attenersi alla nostra linea editoriale.

Per sottoporre i propri lavori alla rivista, basta inviarli all’indirizzo e-mail eptachordon.redazione@gmail.com