L’Eterno Ritorno della Venere e del Professore

Voto 1

Insomma, sembra proprio che per il musicista “classico” in televisione il terzo non si dia: o passare per caliginoso accademico con età psichica e celebrale pari a quella delle musiche che esegue, o apparire come un ineffabile dandy che un po’ goffamente tenta di assicurarci che la frequentazione della musica “colta” non ha effetti corrosivi sulle sinapsi, le quali restano in grado di concepire pensieri idioti, cosa di cui quasi sempre egli stesso nell’intervista dà convincente prova. Imparata la lezione di Danny Kaye ne La Venere e il Professore il “Maestro” non è più disposto a mostrarsi sorpreso dalla modernità e gioca di anticipo: e se la musica “classica” non ha un ruolo nel mondo di oggi egli si dimostra disposto a lasciarla al suo destino pur di non perdere i contatti con la contemporaneità.È capitato anche al giovane e forse talentuoso Andrea Battistoni, ventiquattrenne violoncellista e mi dicono direttore, travolto anche lui nel mainstream della gioventù al potere, quella che spinge ragazzini sui podi delle Filarmoniche e calciatori ancora con gli scarpini ai piedi alla guida di squadre di serie A. Ospite alla trasmissione Volo in Diretta andata in onda il 4 maggio, il giovanotto centra come pupazzi di un tirassegno tutti i luoghi comuni del musicista che ancora in frac e papillon si ritrova oltre il giardino del golfo mistico: dimostra conoscenze di musica pop che gli avrebbero fruttato più di un trionfo al Musichiere (in macchina AC/DC e, per le serate di pioggia, Tom Waitts, dice con l’aria del sommelier che consiglia un bojolet); si presta ad un’aberrante parodia del melodramma in cui lo stesso Fabio Volo – un Peter Pan sconcertato dalla prima ruga nello specchio – fa la sua figura intonando O mio babbino caro in falsetto, come un melomane sotto la doccia la mattina dopo il dittico all’opera; assicura da esperto che la musica di Beethoven ha la stessa energia di quella degli AC/DC ma dimentica di spiegare che cosa quella ha in più rispetto a questa; infine, pezzo di bravura come il “Nessun dorma” a fine recital, si dichiara infastidito dagli aggettivi “classica” o “colta” – polverosi li chiama, non senza qualche ragione – e li sostituisce con “lirica” e “sinfonica”. Da cui non si riesce a capire che cosa abbia fatto Glenn Gould tutta la vita con le mani sulla tastiera. Insomma c’era di che confondere gli appassionati più ostinati, altro che convincere gli spettatori più impermeabili alla sublime arte dei suoni. Si sa che voler tirar fuori musica da un televisore è un po’ come voler vedere uscire zucchero filato da un tostapane, ma fa tristezza vedere quelle rare occasioni che la musica “forte” si ritaglia in tv sprecate dalla cronica incapacità di comunicare di persone che tutto sommato fanno della comunicazione il loro mestiere. Cinque minuti in un talk show dovrebbero essere un’occasione da sfruttare per socchiudere una porta e lasciar intravedere un mondo nel quale valga la pena di incamminarsi; ma per far questo occorre quello che Guido D’Arezzo chiamava il “musico”, distinguendolo dal “suonatore”  cui riservava epiteti che fanno immaginare che certe comparsate in tv lui le avesse previste già mille anni fa. E a chi avesse in mente  di dar la colpa alla giovane età del Nostro, consiglio di, ascoltare come risponde all’ultima domanda il violoncellista quattordicenne intervistato al WorldBachFest di Firenze. Viene da sperare che la sorte gli conceda di continuare così: tra dieci anni sarà capace di dire in cinque minuti qualcosa sulla musica che valga la pena di essere ascoltato. Sempre che  allora incontri qualcuno che gli dia la possibilità di parlare.

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...