
Alpha 184, 2 CD, 172’04″, 2010/2012
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Carnevale dell’anno del Signore 1626. La Roma papalina e controriformata getta la maschera. O meglio la indossa, visto che, dopo quasi tre decenni di sacre rappresentazioni e drammi apologetici, l’opera romana si apre ai soggetti mitologici e boscherecci che poco più a Nord, a Firenze, erano la spina dorsale del neonato melodramma. La scena dell’evento si finse nel palazzo di Evandro Conti, duca di Poli; il testo fu quello che Ottavio Tonsarelli con qualche farraginosità retorica ricavò dai capitoli XII-XIII del best seller dell’epoca, L’Adone del Cavalier Marino; la musica, infine, venne fuori dalla penna dell’allora ventottenne ecclesiastico Domenico Mazzocchi, che per quell’unico suo lavoro per il palco avrebbe escogitato invenzioni che lo avrebbero consegnato alla storia del genere, come l’aria di Falsirena Molto pon/molto fanno definita da Piero Mioli «la prima cavatina della storia» o la tendenza a far scivolare il recitativo nel lirico in quei passaggi che lui stesso denominò di “mezz’aria”, progenitrice dell’arioso del melodramma dei secoli successivi. Dopo la registrazione dell’Euridice di Caccini, Nicholas Acten ci restituisce un altro caposaldo dell’alba dell’opera in musica, questa volta in prima esecuzione per il disco. E come nel caso precedente l’interpretazione dei suoi Scherzi Musicali si segnala per la scorrevolezza e la cura nella concertazione – ottimi gli innesti delle musiche strumentali di Kapsberger a mo’ di sinfonie – e nella varietà del continuo, essenziale in questa musica come il do di petto nel melò ottocentesco. Meno efficace la resa degli affetti cui manca una potenza chiaroscurale veracemente barocca, forse fuori portata di chi pronuncia il testo in maniera quasi impeccabile (ma scambiar ‘preghi‘ con ‘pregi‘ come fa Plutone nel duetto con Falsirena nell terza scena del quarto atto è svista che avrebbe giustificato una nuova ripresa del take) ma pur sempre senza poterne penetrare fino in fondo gli ancestrali meccanismi che legano suono e affetto nel gesto fonetico di una semplice parola.
Tracce
CD 1
- Prologo: Sinfonia
- Prologo (Apollo): De puri campi o Regnator lucente
- Prologo (Ciclopi): La Saette sovr’i Rei – Ritornello
- Atto 1: Scena I (Falsirena, Idonia): E qual dolce novella
- Atto 1: Scena II (Adone, Echo): Rapido à par de venti
- Atto 1: Scena II (Adone): Dunque piagge ridenti
- Atto 1: Scena III (Falsinera, Idonia, Adone): Tanto basti a l’incanto
- Atto 1: Scena III (Falsinera): Rida l’auretta amante
- Atto 1: Scena III (Choro di Ninfe e di Pastori): Mira, mira gioioso
- Atto 2: Sinfonia 12
- Atto 2: Scena I (Idonia, Oraspe, Arsete): Dunque Oraspe fedel nuntio ne sei
- Atto 2: Scena II (Falsinera, Oraspe, Idonia, Arsete): O nel volto non meno
- Atto 2: Scena II (Falsinera): Quà trà gioie gradite
- Atto 2: Scena III (Choro di Ninfe e di Pastori): O meraviglie altissime d’Amore
CD 2
- Atto 3: Sinfonia
- Atto 3: Scena I (Arsete): Qual indurato scoglio
- Atto 3: Scena II (Adone): Son deste le mie luci
- Atto 3: Scena III (Falsinera, Adone): Dove, dove ne vai
- Atto 3: Scena IV (Falsinera, Idonia, Oraspe, Choro di Ninfe e di Pastori): L’alme pure degli Dei
- Atto 3: Scena IV (Choro di Ninfe e di Pastori): Sù sù dunque pastori
- Atto 4: Sinfonia
- Atto 4: Scena I (Idonia): O con dubbio stupore
- Atto 4: Scena II (Idonia): Dubbiosa e vacillante
- Atto 4: Scena III (Falsirena, Plutone): Per cosi lieve brama
- Atto 4: Scena III (Choro di Ninfe e di Pastori): De la Maga il grave accento
- Atto 5: Sinfonia 11 3:34
- Atto 5: Scena I (Adone solo): Amor non sia che speri
- Atto 5: Scena II (Falsirena, Adone): D’acque magiche sparsa
- Atto 5: Scena II (Falsirena): Dunque liete e ridenti
- Atto 5: Scena III (Venere, Adone, Amore, Falsirena): Florido nembo dal suo grembo
- Atto 5: Scena III (Venere, Amore, Adone): Si, si, cara mia speme
- Atto 5: Scena III (Primo e secondo Choro): La selva con bei canti
- Atto 5: Scena III (Tutto il Choro): Lieto dopo l’errore


