Ricercar RIC 316, 2CD, 151’15″, 2010/2011
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L’eccentrico poeta Urbas, frutto della duplice fantasia di Jorge Luis Borges e Adolfo Bioy Casares, si aggiudicò la gara poetica sul tema della rosa bandita dalla casa editrice Intempestiva posando sul tavolo della giuria un fiore con tanto di petali, stelo e spine. Allo stesso modo per parlare di questo cofanetto si potrebbe descrivere il ruolo da protagonista assoluto giocato da Johannes Cicona da Liegi nello scenario musicale europeo tra Medioevo e Rinascimento, oppure elencare le caratteristiche rivoluzionarie e quelle retrovolte della sua opera, o ancora descriverne l’equilibrio tra la sapienza polifonica e la solare linearità della costruzione melodica. Ma è senz’altro meglio inserire nel lettore il primo cd della coppia e avviare la traccia numero 15, quello della ballata Ligiadra Donna; l’interpretazione del gruppo La Morra non sarà forse delicata e sensuale come quella realizzata qualche anno fa dall’ensemble Alla Francesca (CD Virgin 72435-45357 2 7), ma anche in questa versione è possibile apprezzare la suprema dolcezza di una delle miniature più delicate della musica occidentale di tutti i tempi. Da qui si può poi passare alla non meno preziosa Rosa bella, (tr. N. 17), alla più sottile e sapienziale Sus un’ fontayne (tr. 2) e quindi alle stupefacenti opere sacre – mottetti e fragmenta missarum affidate ai vigorosi ed accurati componenti di Diabolus in Musica – tra le quali i mottetti politestuali Petrum Marcello Venetum / O Petre antistes inclite, O virum omnimoda / O lux et decus / O beate Nicholae, Ut per te omnes celitus / Ingens alumnus Padue con i loro arcaici slittamenti ritmici tra le voci sanno come colpire al primo ascolto. Ed è già dal primo ascolto che le opere di Ciconia ci raccontano con la precisione negata al linguaggio convenzionale le notizie intime e indecifrabili – per citare di nuovo Borges – di cui ama discutere la musica migliore. Ed è nel dare voce a questo racconto con l’autorevolezza dell’interpretazione di riferimento che questa antologia, che per la prima volta riunisce tutte le composizioni superstiti del musicista leodino, si colloca bel al di là del puro valore documentale e si raccomanda per un posto di riguardo nel nostro scaffale.


