F. Festa – Musica. Suoni, Segnali, Emozioni – Compositori

Festa - MusicaISBN 978-88-7794-684-3, pp. 230, 2009

voto 5

Uomo dalle vaste ed articolate letture – tale almeno appare dal ventaglio di riferimenti bibliografici – Fabrizio Festa assembla le sue riflessioni musicologiche in un lavoro che vuole sfatare il luogo comune secondo il quale “di musica si possa soltanto parlare o in modo estremamente tecnico, oppure in maniera fin troppo semplicistica”. Obiettivo ambizioso, vera pietra filosofale della divulgazione musicale che da sempre si dibatte tra il banale e l’astruso senza riuscire a trovare una sicura via d’uscita. Festa organizza il suo tentativo in duecento pagine che trascurano ben poco di ciò che si può dire intorno alla musica. Inevitabile che in questa esplorazione non tutti gli argomenti ricevano la stessa attenzione: e se le ontologie pitagorico-platoniche sono rese con una fragranza che ne rende palpabile la forza inesauribile, le descrizioni delle caratteristiche fisiche del fatto sonoro probabilmente avrebbero richiesto qualche parola in più per essere spiegate al lettore inesperto. E se è interessante l’accenno al ruolo della musica e del ritmo in particolare nel mettere in comunicazione l’esterno – il mondo fattuale delle cause e degli effetti – con la sfera dell’interiorità e delle emozioni, non molto viene detto su quanto sta scoprendo la neurofisiologia e la psicologia delle percezioni, anche perché come non senza ragione fa notare l’autore: “lo sappiamo, ma non sappiamo a tutt’oggi perché accade”. Ma nel complesso il saggio ha meriti che compensano il passivo di queste discontinuità, come quello di aver evitato le secche dei luoghi comuni e anzi aver trovato posto per tesi niente affatto scontate sulla natura specificamente culturale della musica, sulla distinzione antropologica ed epistemologica tra musica e linguaggio, e sulla natura intrinsecamente artigianale della creazione musicale. Se a ciò si aggiungono i meriti di una scrittura stilisticamente curata ed empatica, che comunica una passione per la materia difficilmente reperibile tra gli addetti ai lavori e vera araba fenice nella pubblicistica del settore, si trova tutto quanto serve ad una lettura per rendersi caldamente raccomandabile.

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2 pensieri su “F. Festa – Musica. Suoni, Segnali, Emozioni – Compositori

  1. Gentilissimo Giovanni, ho letto con attenzione la sua recensione e la ringrazio vivamente per l’attenzione con cui ha letto il mio saggio. Condivido le sue perplessità, soprattutto sulla parte di acustica, dovute ovviamente alla mia preoccupazione di non caricare il lettore di troppe informazioni (peraltro, sono stati tolti i grafici e le immagini, per ragioni editoriali, che avrebbero certamente aiutato). Per quanto riguarda invece le neuroscienze, le potrà forse essere di un qualche interesse sapere che sto lavorando ad un nuovo saggio incentrato proprio su quell’aspetto, tema che peraltro è oggetto del mio nuovo ciclo di conferenze al Teatro Comunale di Bologna. Ci vorrà del tempo e molta passione. Sempre suo FF

    1. Il mio insegnante di critica “militante” – il cui nome non voglio ricordare – mi disse di mettere sempre “il voto” prima di ogni pezzo, a suo dire per inquadrare nel bene e nel male le opinioni che la recensione esprime.

      Anche su questa rivista on line resto fedele a quelle remote parole. Qui il voto va da 1 a 5. Quindi le mie perplessità si iscrivono in questo caso in un giudizio comunque positivo per una lettura veramente interessante.

      Naturalmente un lavoro di divulgazione andrebbe giudicato dal pubblico cui si rivolge. Quando leggo pubblicazioni del genere finisco sempre col chiedermi: ma se non sapessi di cosa si parla (in molti casi ne ho già un’idea) avrei capito? La risposta non è semplice, soprattutto quando gli argomenti sono tanto complessi.

      Dal punto di vista editoriale poi avrei qualche perplessità anche sul tipo di font scelto: elegante ma poco efficiente nello sfruttamento dello spazio di ogni singolo carattere. Per chi come me non vuole arrendersi alla presbiopia incipiente, leggere le note a pie’ pagine è un’impresa!

      Ma è chiaro che queste osservazioni non vanno indirizzate all’autore. Al quale mi permetto di augurare ottime cose e di conservare la passione verso la materia. Se ne sente il bisogno.

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