P. P. Bencini, N. Jommelli – I Maestri di Santa Maria dell’Anima – Concerto Romano, A. Quarta (dir.) – Roma, 3/11/2010

«Sino del 1400, per benefizio de’ medesimi popoli Germanici, ò Teutonici, nello stesso tempo, che fu eretto il nobil Tempio detto dell’Anima, nel Rione di Ponte, fù aperto uno Spedale». Così, con un imprecisione di circa cinquant’anni, nel 1679 Carlo Piazza descriveva la nascita della Chiesa di Santa Maria dell’Anima e dell’annesso  Ospedale, costruite alla metà del XIV secolo per assistere nel corpo e nello spirito i pellegrini venuti a Roma da terra tedesca. Da quegli anni è partita una storia plurisecolare fatta anche di momenti difficili, come quando, in epoca napoleonica, il complesso fu adibito a stalla con la conseguente distruzione di gran parte delle testimonianze della vita religiosa ed artistica precedente. In occasione del cinquantesimo anniversario della sua sezione di Storia della Musica, l’Istituto Storico Germanico di Roma organizza un concerto che tenta di ricostruire l’immagine della vita musicale di Santa Maria dell’Anima a partire dalle sei partiture sopravvissute alla devastazione di quegli anni. Il progetto è affidato ad Alessandro Quarta, giovane cantante, direttore e musicologo romano che per anni ha esplorato il passato meno frequentato della tradizione musicale della Roma papalina – da citare almeno il memorabile progetto di riscoperta della figura di Francesco Foggia. Alla testa del suo ensemble Concerto Romano, Quarta allestisce un programma che allinea due salmi concertati di Pietro Paolo Bencini, “Laetatus sum” e “Laudate pueri”, per alto solo, coro e orchestra, ed un salmo concertato “Beatus Vir” per soprano solo, coro ed orchestra di Niccolò Jommelli, musicisti entrambi impiegati in quella cappella nel corso del ‘700.  Soliste Rosamaria Cirillo, soprano, e Gabriella Martellacci, contralto. Ensemble vocale ed orchestra “Concerto Romano” in grande spolvero con 12 cantori, 2 corni, due oboi, due traversieri, archi e una nutrita sezione di continuo con fagotto, 2 tiorbe ed organo.

Ingresso esclusivamente ad invito.

Info:
http://www.santa-maria-anima.it
http://www.dhi-roma.it/ 
http://www.concertoromano.com

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5 thoughts on “P. P. Bencini, N. Jommelli – I Maestri di Santa Maria dell’Anima – Concerto Romano, A. Quarta (dir.) – Roma, 3/11/2010

  1. Molto interessante, speriamo finiscano in cd per quelli come me che non possono assistervi di persona. Inoltre di Jommelli esiste già un doppio cd con le sue musiche sacre scritte per Roma, a voci sole e basso continuo. STUPENDE. Non mi sarei mai aspettato ciò dopo aver sentito il Jommelli operista. Sarebbe stato meglio se si fosse dato più spesso alla musica sacra suppongo.

  2. Di Jommelli esiste, se non sbaglio, un cd Virgin dedicato alle Lamentazioni interpretato dal Seminario Musicale.
    Qualche altra opera sacra si può dissodare dai cataloghi Bongiovanni e Tactus.

    Da buon figlio del barocco maturo, Jommelli visse da par suo un’epoca dove tra i marmi del presbiterio e le tavole del palcoscenico la distanza non era poi così enorme…

    Grazie per il commento. Continua a seguirci.

    Giovanni

  3. Le Lamentazioni mi mancano. Male male, mi piace collezionarne le varie versioni (bellissime quelle uscite recentemente con Amadeus di Vallotti).
    Per il resto c’è questo doppio cd
    “Vesperae In Sancto Petro Romae; Miserere”
    Ensemble “A SEI VOCI” diretto da Bernard Fabre-Garrus
    Etichetta Astree
    Tracce
    MISERERE
    JURAVIT DOMINUS
    DIXIT DOMINUS/ G.B.Costanzi (1704-1778)
    DOMUS MEA
    CONFITEBOR
    HAEC EST DOMUS DOMINI

    BEATUS VIR
    BENE FUNDATA EST
    LAUDATE PUERI/ G.B.Costanzi (1704-1778)
    MAGNIFICAT

    Belli in particolare il magnificat, e il miserere che risente ancora dell’evidente influenza di Allegri soprattutto nell’alternanza tra le frasi in gregoriano e quelle polifoniche.

    1. Facendo mente locale, mi sono ricordato della bella incisione della Pietà dei Turchini di un programma di musica sacra napoletana tra cui anche dei mottetti di Jommelli. Mi pare di avrela anche recensita da qualche parte (sono passati una decina d’anni credo), e la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo diretta da Alessandro De Marchi, che non ho mai ascoltato.

      Così come non ho ascoltato quella cui tu fai riferimento, che dovrebbe essere una vecchia incisione Astrée. Anche se l’ensemble A Sei Voci non riscuote consensi unanimi, io sono tra i suoi appassionati; l’incisione della Missa Herculex Dux Ferrariae di Josquin è uno a mio parere uno dei più bei dischi su questo repertorio.

      Giovanni

      1. La Passione di Jommelli è una bella composizione, e insieme al testo delle Lamentazioni quello della Passione (capolavoro del Metastasio) è tra i miei preferiti.
        Per ora ho: Jommelli, Caldara, Salieri (forse la migliore), Naumann (molto belle le due grandi arie concertate e ottima esecuzione 100% italiana), Myslivecek, Lucchesi e Paisiello. Ce ne sarebbero altre ma ancora attendono registrazione (tra cui quella di P.A. Guglielmi).

        Mentre tornando a Jommelli oltre De Marchi c’è anche un vecchio disco della Accord:
        “società cameristica di Lugano (complesso di strumenti barocchi) – Arturo Sacchetti”
        che vede Jacobs come controtenore nel ruolo di Pietro. Registrata nel lontano 83 e rilasciata 11 anni dopo.
        Quella di De Marchi però è tagliata e nella seconda parte conta 12 numeri contro i 14 tradizionali, in pratica è espunta l’aria di Pietro “se la pupilla inferma” e relativo recitativo, per ragioni, dice De Marchi, “di scarso interesse musicale e drammatico”. Eppure il cd è pieno “solo” per 46 minuti, mettercene altri 5 di musica, magari come appendice, non avrebbe fatto male a nessuno. Inoltre vi sono tagli nei da capo (questo è accettabile).

        Quella missa di Josquin dovrei averla ma ancora non sono riuscito ad ascoltarla. In questi giorni sono andato in fissa con la ritrovata “missa: ecco si beato giorno” a 40 e 60 voci (!) di Striggio, di cui sono riuscito a reperire una registrazione radio della prima esecuzione mondiale nel 2007 ai BBC proms: The Tallis Scholars. Peter Phillips. His Majestys Sagbutts & Cornetts. Davitt Moroney, direttore.
        Una cosa inimmaginabile, a volte sembra anticipare le masse sonore di Ligeti. La messa è accompagnata da uno studio musicologico in pdf che ne illustra tutti i dettagli, 70 pagine in inglese. Una volta era sul sito stesso della berkeley ora è stato o rimosso o spostato, per fortuna l’ho sul pc.

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