ISBN 9788860736574, 2009, pp. 130

La definizione di musica come “arte del tempo” è di solito accolta con un certo sospetto da frequentatori di concerti e abbonati alle Filarmoniche, affezionati al luogo comune romantico della musica come “arte delle emozioni”. Eppure l’estetica larmoyante del melomane non ha motivo di restare insoddisfatta da questa interpretazione: il tempo è la spezia che dà sapore alle nostre emozioni – cosa sono la nostalgia e il rimpianto, la speranza e la disperazione se non sguardi che il nostro animo lancia al passato e al futuro? – e in esso la musica incontra le sue e le nostre contraddizioni più feconde. Alla convivenza necessaria e inconciliabile tra tempo ed eternità, tra regola e libertà Jeanne Hersch ha dedicato una parte centrale della sua speculazione filosofica; i contributi raccolti in questo volume – interventi a convegni, conferenze e seminari, tutti risalenti agli anni ottanta del secolo scorso – affrontano, riprendono, approfondiscono, riassumono le intuizioni sul rapporto tra musica e tempo della filosofa tedesca in una sorta di ruminatio verbi nella quale il pensiero lucido e complesso, incardinato sull’immagine più volte evocata della musica come “miniatura di eternità” si chiarisce per passaggi successivi, liberando per gradi tutta la sua forza speculativa. Finisce così per risultare pleonastica la lunga introduzione di Roberta Monticelli, un contributo che, come capita spesso alle esegesi epigone e celebrative, tende a rendere oscuro attraverso l’interpretazione ciò che è limpido e terso nell’originale.
J. Hersch – Tempo e Musica – Baldini Castoldi Dalai
Pubblicato: 1 luglio 2010 da Giovanni Cappiello in Libri, Voto 4Etichette: estetica della musica, filosofia della musica, J. Hersch, tempo
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